Racconti brevi: “Un avvenimento inaspettato”

Indubbiamente uno di quelli che accadono una sola volta nella vita: non te ne accorgi finché qualcuno, magari involontariamente, ti fa riflettere, allora pensandoci sopra ti rendi conto che tanti piccoli avvenimenti si concatenano, fino ad apparire come tessere di un mosaico della vita formato da un solo disegno, a volte iperscrutabile. Sono le ore 03.25 e sto scrivendo in piedi, con l’iPad posato sulla cuccetta superiore della mia cabina; non c’è collegamento internet e il GPS mi dice che abbiamo da poco doppiato Capo Corso, in quel lembo di terra della Corsica che assomiglia a un dito indice proteso verso la mia Genova, che ho lasciato alle 18.00 a bordo del traghetto “Aurelia” diretto alla mia terza patria d’adozione (la seconda è Hong Kong) Carloforte, nell’isola di S.Pietro, l’isola più a occidente d’Italia, un piccolo fazzoletto d’Eden buttato in mezzo al Mediterraneo, che ho eletto a mia residenza in attesa dell’ultimo viaggio. Dopo ben quattro anni di lontananza, mi sono precipitato per assaporare la nascita della piccola Claudia, un roseo batuffolino dai capelli neri, capolavoro di mio figlio e mia nuora, giunta tra noi la notte del “Thanksgiving day” per ricordarci che non dobbiamo mai dimenticare il miracolo della vita. Tenerla in braccio, vezzeggiandola, mi ha riportato alla memoria di quando divenni padre: guardando il mio Lorenzo per la prima volta dietro la parete a vetri dell’ospedale, ero convinto che mi avesse sorriso non appena visto, dimenticando che i piccini appena nati non vedono a distanza…. In queste due settimane di celebrazioni, ho incontrato spesso dei vecchi amici, purtroppo qualcuno ci ha già lasciato, ma sono sicuro che il Fato tiene conto di ciò quando ci invia dei nuovi personaggi, come la mia principessina Claudia, a mitigare il dolore che proviamo per chi ci ha lasciato prematuramente. Incontrando una vecchia (si fa per dire) amica, ho avuto lo spunto a scrivere queste poche righe: mi sono convinto che esista, tra uomo e donna, uno stadio intermedio tra amicizia e amore, che appaga il desiderio, che ognuno ha, inconsciamente, di sentirsi vicino, anche solo telematicamente, qualcuno di cui siamo sicuri che non ci tradirà mai, nemmeno con il pensiero. Questa dolce amica, credo che questo sia l’aggettivo più adatto per descriverla, è molto sensibile e, vista con l’occhio del fotografo, è molto bella con un corpo splendido.

La dolcezza si riscontra non solo nelle sue parole o nei gesti, ma dallo sguardo, leggermente ironico positivamente, suscita ondate di benessere quando s’incontra e s’intreccia con il tuo, aprendo un dialogo muto ma senza limiti d’espressione. Anche lei ama Carloforte, da anni, e per farle cosa gradita ogni mattina le invio la foto dell’alba, con qualche parola di commento; abbiamo così un breve dialogo che si protrae per tutto l’anno. La cosa strana e bella contemporaneamente, è che lei dalle mie parole riesce a desumere il mio stato d’animo, intervenendo immediatamente con qualche commento costruttivo di risposta; ma lo stesso succede anche a me: riesco a capire il suo stato d’animo e mi adopero subito per farla star meglio. Quando ci siamo incontrati per passare insieme qualche ora, tra noi c’è stato un abbraccio, di quelli veri, non quelli ridicoli da pantomima a distanza di sicurezza: l’ho stretta a me e lei ha fatto altrettanto, compatibilmente con le mie dimensioni.A pranzo, un’altra sorpresa: la mia amica è piuttosto speciale nella scelta del cibo e mi ero preparato a fare un piccolo sacrificio per adeguarmi, ebbene, anche lei ha avuto lo stesso pensiero e abbiamo consumato un bel pranzetto di comune accordo in un locale meraviglioso sul mare. Parlando, mi ha detto di essersi fidanzata da un anno, scherzando le ho detto che se avessi immaginato che era libera, sarei tornato prima….Le ho scattato qualche ritratto, con le varie espressioni che conosco bene, le ho mandato subito le foto e lei ha particolarmente gradito quella in cui siamo insieme, piace anche a me. Purtroppo le cose belle finiscono sempre troppo presto: ci siamo salutati con un altro vero abbraccio e mi sono fermato sulla strada a guardarla allontanarsi, ogni tanto lei si girava e mi salutava agitando la mano, finché non è salita sul bus che la portava al lavoro.Non era passata un’ora dalla sua partenza, che mi arriva un suo SMS, mi dice che allontanandosi e vedendomi lì, fermo, a guardarla andar via, le era venuto il magone con le lacrime agli occhi, le rispondo che lo stesso era successo a me! Oggi, inaspettato, mi è arrivato un altro SMS in cui mi augurava buon viaggio, lo sarà sicuramente, con il tuo augurio……Ora sono le 05.22, fra un poco sorgerà il sole e voglio proprio fotografarlo, accompagnato nella mente dalle parole di una vecchia canzone “Alba sul mar, è una canzone romantica, che il marinar canta con voce nostalgica….”. Sarà opportuno poi che io cerchi di riposare almeno un’ora, mi attende una guida di 350 Km e con la piaga che ho nella gamba destra non è un divertimento, ma almeno sarò libero di pensare alla mia principessina, agli amici, alle persone care e al mio paese…..E non prendetemi in giro se mi commuovo, dopo una vita di batoste combattute all’ultimo sangue, un pizzico d’amore col contorno di simpatia e tanta dolcezza, rallegrano la vita e fanno commuovere anche Sandrokhan, l’Ultimo Avventuriero…

Sandro Emanuelli

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