Poesie: “La matassa”

Come un giglio screziato

si staglia

quest’ansimar

d’arterie frenetico.

M’affascina

dei giorni

l’intricata matassa,

tra fetide brutture

e d’ascetismo

afflati vitali.

 

Un’oscillante smania

tra avemarie di Scirocco

e nordiche aurore.

 

E miliardi

di mani giunte.

D’amaro sale

intrise.

 

Carlo Molinari

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