Il libro “Un missionario in canoa” donato a papa Francesco

I coniugi Miglietta mentre consegnano il libro al Papa

È stato donato a papa Francesco il libro della giornalista monferrina Veronica Iannotti “Un missionario in canoa”. Il volume, che descrive la vita di don Gervasio Fornara, è stato portato giovedì 20 ottobre u.s. da Emanuele Miglietta e sua moglie Paola Nasatti, che si sono recati a Città del Vaticano, per seguire la S. Messa officiata dal papa presso la Cappella Santa Marta, in occasione del loro 25esimo anniversario di matrimonio. “È  stata una grande emozione incontrare sua Santità – racconta Miglietta – gli ho spiegato che volevo avesse questo libro perchè narra la storia di un sacerdote, Parroco della nostra Parocchia del Valentino a Casale Monferrato, per tredici anni, che è appena stato trasferito a Novara, il quale per quarantun anni, è stato missionario in terra colombiana, e ha svolto questa opera esattamente come il Papa insegna che un missionario dovrebbe fare, e come un sacerdote dovrebbe essere”. Il libro, cui anche il TG3 Piemonte ha dedicato un servizio, racconta la storia di don Gervasio Fornara, che partito non ancora sacerdote per la Colombia, ha passato quarantun anni nelle foreste dell’America Latina.

Il libro, cui anche il TG3 Piemonte ha dedicato un servizio, racconta la storia di don Gervasio Fornara, il quale partito non ancora sacerdote per la Colombia, ha passato quarantun anni nelle foreste dell’America Latina. In quegli sconfinati e primordiali territori, il missionario salesiano ha fondato due Centri Missionari, la prima televisione locale del Paese e diverse stazioni radiofoniche.

“Ho deciso di scrivere questo libro – racconta Iannotti – che conoscevo don Gervasio da pochissimo, ma ho subito capito che aveva avventure incredibili da raccontare, vicende che non aveva mai confidato a nessuno, ed è stato proprio così. Dopo un lavoro di due anni tra interviste, stesura e ricerca del materiale, ho deciso di pubblicare il manoscritto, senza sapere a cosa mi avrebbe portato. Tuttavia mi era chiaro lo scopo primario: volevo che fosse un esempio. L’esempio di come un uomo possa da solo, fare la differenza e salvare la vita a tante persone, senza denaro o posizioni di potere, armato solo della sua forza di volontà, della determinazione e della Fede. Vedere adesso papa Francesco stringere nelle mani il libro, è una sensazione indescrivibile.”

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