Recensione libro “La logica del lupo” di Alex Lake

Quante volte ci è capitato di fare tardi ad un appuntamento? Troppo impegnati a risolvere un problema dell’ultimo minuto, o semplicemente perché siamo incappati in un ingorgo, o in una fila chilometrica alla cassa del supermercato… A quante donne sarà capitato? Tantissime! Sempre di corsa, in una lotta perenne contro il tempo. Quel tempo che scandisce ogni secondo della giornata, che ti fa sentire inadeguata come madre e come donna. E questa è esattamente la situazione che sta vivendo Julia, giovane avvocato alle prese con un divorzio e con la responsabilità di una figlia.

È facile, quindi, commettere un errore, e un semplice ritardo può rivelarsi fatale. Anna, la figlia di Julia, una bambina di cinque anni è sparita nel nulla, volatilizzata. Il tutto davanti ai cancelli della scuola, nessuno ha visto e sentito nulla. Come è possibile rapire una bambina in pieno giorno e non essere notati o ripresi in alcun modo? Queste sono le tante domande che si pongono i genitori di Anna e gli investigatori che stanno cercando di far luce su un rapimento così anomalo. Pensieri spaventosi assillano Julia, immagini cupe che cominciano a prendere forma nella sua testa man mano che le indagini procedono. Nulla sembrava presagire un fatto così spaventoso, e tutti possono essere i colpevoli. Gli inquirenti si soffermano sul loro passato, sulla loro vita privata, sugli attriti, sull’imminente divorzio; e la stampa, nel frattempo, viene a conoscenza di alcune rivelazioni e scatena una aggressione mediatica nei confronti di Julia, unica colpevole agli occhi dell’intera società.

Quando nasce un figlio, nasce anche la paura. Solo chi è madre o genitore può comprendere questa sensazione, che dal giorno della nascita di un figlio, non ti abbandonerà più, e non importa se gli anni passano, se invecchiamo, la paura resta sempre lì, costantemente. Quante volte abbiamo detto o pensato “L’ho perso!”, può capitare su una spiaggia affollata, in un supermercato, al parco, ovunque, in un attimo e la nostra vita si svuota di colpo, nulla ha più importanza. Una parte di te non c’è più, è sparita. Le conseguenze sono troppo spaventose, e soffermarsi significa impazzire di dolore. La paura ti inonda l’anima e il corpo si contorce in un’unica morsa di dolore, anche respirare diventa una fatica. Preghi che non sia vero, prometti che non accadrà più, che sarai più attenta, e non lo perderai mai più di vista, neanche per un secondo. Julia è ossessionato dalle più tragiche conclusioni possibili. “Che sia perduto per sempre. Vivo o morto poco importa: non lo rivedrai più e non smetterai mai di cercarlo. Vivrai rimpiangendo quell’attimo di distrazione.” Cominci a riflettere sui limiti del tempo e dello spazio, avendo la consapevolezza di non poter essere in più posti nello stesso momento.

E questo ti procura un dolore insopportabile. La compassione che leggi sui volti di chi conosce il tuo dramma rende la situazione ancora più insostenibile. Non è il giudizio degli altri che ti importa, l’unico pensiero che ti assilla è trovare tua figlia. Perché a questo punto potrebbe essere ovunque, in mano a chissà chi, esseri malvagi capaci di far soffrire pene inimmaginabili alla tua bambina, trafficanti di bambini, pedofili.  “Quando leggeva queste cose sul giornale, Julia pensava che per i genitori fosse come veder morire un figlio. Adesso, però, si rendeva conto che era molto peggio: non c’era solo il dolore della perdita, ma anche la possibilità che il figlio stesse soffrendo pene inimmaginabili. Era peggio. Infinitamente peggio.” Un thriller dai contorni ambigui, il vero protagonista non è il carnefice, ma la madre con tutti i suoi tormenti. Il lupo gode nel vedere la sua vittima cedere, indugiare, dubitare anche di sé stessa.

È l’annientamento che lui cerca, l’unico suo scopo è toglierle tutto ciò a cui tiene di più, perché “Non tutti sono come te. Non tutti sono spinti dalle giuste motivazioni. Da fuori, potrebbe anche sembrare che tu sia come loro, che siate tutti sequestratori e assassini, ma non è così. Gli altri sono delinquenti rozzi e spregevoli. Quello che fai tu è diverso. È nobile. È necessario. È giusto. Ma non puoi aspettarti che la gente capisca.” Il ritmo lento non ha scoraggiato la mia lettura, anzi, ha nutrito le mie più profonde paure. Mi sono rispecchiata nei pensieri di Julia, mi sono sentita dentro la storia, coinvolta psicologicamente. Il filo conduttore è stato teso con intelligenza, i protagonisti ben delineati, con le loro debolezze, i contrasti e le loro delusioni. Un mix perfetto che ha alimentato il lupo, in agguato e pronto ad infierire il colpo mortale alla sua vittima predestinata. Come ogni thriller che si rispetti, non mancano colpi di scena e un finale mozzafiato, il tutto racchiuso un po’ frettolosamente nell’ultima parte del libro; un thriller psicologico anomalo, e per questo forse da leggere per esorcizzare le nostre angosce e per placare le nostre inquietudini.

Ringrazio la Neri Pozza per l’invito alla lettura.

SCHEDA DELL’EDITORE

Julia Crowne, avvocato divorzista, un matrimonio giunto ormai al capolinea, un’esistenza divisa tra l’essere una brava madre e una valente professionista, è alla guida della sua Volkswagen Golf diretta alla scuola della figlia. È in ritardo. L’incontro tra una sua assistita e la controparte si è protratto più del previsto, e Julia immagina già con ansia lo sguardo severo e seccato con cui la maestra di Anna, la sua bambina, l’accoglierà all’uscita della scuola. Minuta, capelli scuri, zainetto di Dora l’esploratrice sulle spalle e scarpette di pelle nera ai piedi, Anna varca i cancelli dell’istituto con i compagni e si guarda intorno in cerca di sua madre. Qualcuno la osserva. Qualcuno che dapprima si chiede come si possa essere così negligenti da lasciare sola una bimba di cinque anni, e poi agisce con risolutezza. Rapisce la bimba, la porta via con la logica di chi non si pone problemi riguardo a cosa è giusto o ingiusto, con la logica… del lupo che sbrana l’agnello senza alcun rimorso.

Trascorreranno ore angosciose in cui la polizia brancolerà nel buio e la tensione tra Julia e suo marito Brian, alimentata da rivelazioni scottanti sulla vita privata della giovane donna, rivelazioni misteriosamente pervenute alla stampa, giungerà a un punto di non ritorno. Finché un giorno non ricomparirà la piccola Anna, senza alcun segno di violenza addosso, senza ricordo del tempo della sua sparizione, se non la vaga memoria di una grande casa delle bambole in cui le parrà di aver dormito. Una ricomparsa inspiegabile per la logica comune, ma non per quella di un lupo, e dei suoi scopi perversi e crudeli.

Con La logica del lupo Alex Lake – pseudonimo dietro cui si nasconde un celebre scrittore inglese – consegna al lettore una storia avvincente e realistica sulla rete di pressioni, timori e drammi che si dipana attorno alla scomparsa di un minore, travolgendo la vita delle persone coinvolte. Un thriller psicologico mozzafiato, che mette in scena una delle paure più concrete e inquietanti del nostro tempo.

Katja Macondo

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