Lettera a Babbo Natale

Caro Babbo Natale,
ti scrivo perché, come ogni anno, sta arrivando il tuo giorno. Il giorno in cui tu doni un po’ di gioia nei cuori delle persone, il giorno in cui, ai più piccoli, porti giocattoli e balocchi. Io non sono più un bambino e i doni “materiali” non li desidero. Desidero, invece, questo: viviamo in un periodo di profonda crisi, malcontenti e la gente è disperata. Non si trova lavoro, si arriva a stento a fine mese. Sentiamo di anziani costretti a rubare nei supermarket, perché hanno fame, perché con 300 € di pensione al mese non riesce a comprare da mangiare. Esistono persone che, non volendo arrivare a tanto, non toccano cibo per interi giorni oppure si limitano ad una tazza di latte.

Sono innumerevoli le famiglie in cui uno solo dei componenti lavora, spesso un lavoro umile e sottopagato. Orari impossibili, straordinari, tutto per portare a casa un misero stipendio, per poter sfamare i figli e il coniuge disoccupato. Caro Babbo Natale, io son fortunato. Vivo con i miei genitori, hanno un lavoro entrambi e mi danno molto, tutto ciò di cui ho bisogno. Non lavoro ancora purtroppo, ma sono ottimista nel pensare che un lavoro lo troverò e mi permetterà anche di restituire tutti i sacrifici che i miei genitori hanno fatto per me. Per questo non ti chiedo nulla, solo di portare gioia e buone notizie alle persone che lo meritano, alle persone che più ne hanno bisogno, quelle che, pur con niente si danno da fare. Ti chiedo di poter dare la possibilità a tutti coloro che cercano un lavoro, di trovarlo, ti chiedo di intercedere affinché ogni impresa possa sopravvivere e non fallire. Ti chiedo di portare un pasto caldo ogni giorno a chi non ha le possibilità di averlo. Ti chiedo questo, niente per me.

Confido in te.

Grazie,

Daniel Incandela

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