“Il fantasma dell’Opera” a Casale Monferrato

Sabato 24 giugno, presso il Teatro Municipale di Casale Monferrato, ha avuto luogo la rappresentazione del musical di Andrew Lloyd Webber, “Il fantasma dell’Opera”. Lo spettacolo di fine anno organizzato dall’Accademia “Centro Danza Futura” è stato introdotto e chiuso da Real Press attraverso l’intervento della Direttrice della Testata, Veronica Iannotti.

Il saggio ha visto la partecipazione di tutti gli allievi della scuola, ed ha la peculiarità di aver riunito i vari stili, classico e moderno, in un’unica opera. La rappresentazione è stata particolarmente intensa e sentita quest’anno, poiché il Centro ha festeggiato il 15esimo anno di attività. Coreografie di Claudia Barbero, Direttrice del Centro, e dell’insegnante e ballerina, Isabel Cortés Nolten. Regia dell’attore e regista, Claudio Politano.

La storia de “Il fantasma dell’Opera” si articola su un triangolo costellato di ardenti amori, sferzanti gelosie e violente passioni. Tutto ciò viene enfatizzato dalla mestizia di una vita, quella del “fantasma”, segnata da dolore e solitudine, che rendono il genio creativo del musicista folle e colmo di rabbia furibonda. Una violenta disperazione che porta a un crescendo drammatico e di incontrollata intensità: un’opera rabbiosa e triste al contempo, ritratto di una Parigi sognante e speranzosa, eppur paludata da un sudario di tenebrosa inquietudine e tristezza.

La trasposizione in musical dell’opera di Gaston Leroux è uno dei capolavori più belli realizzati da Webber, caratterizzato da un’intensa atmosfera romantica e da una persistente amarezza. Una grandiosità che accosta questa produzione ad altri successi indelebili concepiti dal produttore londinese, reso leggendario da opere monumentali del calibro di “Cats”, “Evita” e dal meraviglioso “Jesus Christ Superstar”.

“Un missionario in canoa” al Circolo dei Lettori di Torino.

Lo splendido salone storico del Circolo dei Lettori nella centralissima Torino ha ospitato lo scorso 8 maggio la presentazione del libro “Un missionario in canoa”, della giornalista Veronica Iannotti, edito da Real Press.

Un’atmosfera pregna di storia ed eleganza ha accolto la manifestazione in cui l’autrice del libro, introdotta dal Vicepresidente della Consulta dei Diritti Umani della Regione Piemonte, Giampiero Leo, ha potuto raccontare come sia nata l’idea di scrivere l’incredibile storia vera di Don Gervasio Fornara, sacerdote salesiano che per quarant’anni ha vissuto in Colombia, affrontando le vicissitudini di un missionario in una terra straniera e fin dal principio estremamente ostile.

La Iannotti ha raccontato l’incontro avvenuto con don Fornara, di come, ascoltandone alcuni sbalorditivi aneddoti, abbia avuto l’immediata idea di divulgare a tutti questa vita straordinaria, e per quale motivo abbia deciso di scrivere la sua storia: “Ho voluto raccontare l’esempio di come, armati della propria volontà e delle motivazioni che ci spingono ad agire, sia possibile fare grandissime cose nella propria vita”.

La parola è stata ceduta poi allo stesso don Fornara, presente all’evento, il quale ha descritto personalmente alcuni aspetti relativi all’inizio della sua avventura. “Quando mi recai a Torino per discutere il mio viaggio, la destinazione prevista era la Birmania, tuttavia non vi potei andare a causa della chiusura delle frontiere, e quasi per caso mi venne proposta la Colombia, con una semplicità disarmante. Ed io, con altrettanta prontezza, accettai, come niente. Mi sono sempre fatto portare da quella frase che mi fu detta in quell’occasione: paese che vai, usanza che trovi”. Quest’ultima frase ha segnato il percorso ricco di avventure che il missionario ha affrontato in due ventenni nelle terre sudamericane, in territori estremamente inospitali sia dal punto di vista climatico che sociale.

Da sinistra: don Gervasio Fornara, Veronica Iannotti, Giampiero Leo.

“Un missionario in canoa” non è un semplice libro su un sacerdote in Sudamerica, è ben altro: è una storia ricca di avventure, alcune drammatiche e sconvolgenti, ed è vita vera, autentica. È il racconto laico di un religioso che ha destinato la propria esistenza ad aiutare gli altri, che ha lottato e resistito contro guerriglieri, trafficanti, e contro l’ostilità popolare. È un esempio che trascende le questioni religiosi o le dinamiche dell’attività di missionario, bensì si eleva a un principio basilare sovente dimenticato: la volontà permette di realizzare l’impossibile e gli unici limiti che possiedi sono quelli che ti poni tu stesso.

Real Press su “Business Class Golf 2016”

Real Press su “Business Class Golf”: Real Press è presente nel nuovo prezioso volume 2016, edito dalla BC Edizioni, attualmente distribuito presso i principali Golf Club di Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta; con copertina curata dal Maestro Daniele Fissore e contenuti narrativi realizzati dal Direttore Roberto Monteriso.

Presentazione ufficiale “Un missionario in canoa”

L’Associazione Culturale “La Chiave dell’Arte” organizza per domenica 8 febbraio alle ore 17,30 presso l’Auditorium Santa Chiara di Casale Monferrato, la presentazione del libro “Un missionario in canoa“.

Interverrano all’evento il missionario salesiano don Gervasio Fornara, l’autrice del libro Veronica Iannotti, lo studioso di storia salesiana Julien Coggiola, il docente e teologo Alessandro Marra, il portavoce dell’Associazione Culturale “La Chiave dell’Arte” Natalino Amisano. Letture a cura di Gigi Rossi. Modera Matteo Camagna.

Il libro, la cui introduzione è curata dal vescovo Alceste Catella, mira a sostenere le missioni fondate da don Gervasio, parte dei proventi infatti verranno inviati in Colombia.

Don Gervasio Fornara originario di Borgomanero in provincia di Novara, è nato nel 1939 a Saint Genis Pouilly in Francia. Partito nel 1961 per la Colombia come missionario, tornerà in Italia nel 2002. Trasferito nella Parrocchia del Sacro Cuore di Gesù a Casale Monferrato, dove vive e opera, verrà nominato parroco nel gennaio del 2003.