Racconti brevi: “Il suono del silenzio”

Un pianoforte, lento e timido, prende a cantare. Una voce profonda, elegante, lievemente amareggiata, inizia a recitare versi intonati. Archi e chitarre acustiche accompagnano in sottofondo, mentre la melodia si dispiega, adagio, come le ali di un magnifico volatile appena destatosi dal sonno. Con improvvisa energia, il suono muta, acquisisce un colore più solenne. La voce cresce, sempre più carica di convinzione, come un uomo seduto, mesto, che di colpo si alza in piedi, determinato. Il vigore cresce, e il timbro assume una venatura roca e aggressiva, ma mai malvagia. E la quiete, triste e rassegnata, di cui l’atmosfera era impregnata durante l’incipit, muta in un meraviglioso incendio di emozioni, di speranza, di desiderio di rivalsa. Un moto d’orgoglio, una reazione veemente, un inno alla vita. Gli strumenti urlano, in estasi, la voce si innalza, rabbiosa, eppure carica di speranza, di una meravigliosa fiducia, di un fuoco vivo, abbagliante. Sale fino al cielo, squarciando le nubi, e ricacciando le tenebre nei recessi più profondi. È un momento di luce sfavillante, calda, intensa, e il cuore sussulta, raggiunto da raggi incandescenti. E poi, con la medesima repentina ascesa, la voce si quieta, e sfuma nel silenzio, accompagnata da un pianoforte che si assopisce nelle oscurità del silenzio.

(In sottofondo: Disturbed – The sound of silence)

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