Racconti brevi: “Colpo di fulmine”

Indugiava sul pianoforte, privo di alcuna intenzione particolare; vi si era seduto quasi senza pensarci. Iniziò un’elementare scala musicale, come fanno i bambini quando si accostano per la prima volta a uno strumento. Lentamente, la banale scala musicale prese a mutare: una crisalide di note che gradualmente prendeva forma, evolvendosi in una meravigliosa sinfonia di colori vivaci ed armoniosi. Potenza e grandiosità scaturirono da quella melodia, nata improvvisamente, senza pianificazione: un’idea estemporanea, un amore improvviso, affrancato dalla gabbia di un pentagramma, e, forse paradossalmente destinato a morire al termine della sua prima esecuzione. Ma la musica proseguiva senza requie; fluiva rapida e impetuosa attraverso dita selvagge, abbracciando l’aria a lungo, come un profumo inebriante e persistente. Al suo termine, il musicista dispiegò il panno sulla tastiera e abbassò il coperchio. L’indomani forse avrebbe improvvisato una nuova melodia, spinto da un altro improvviso colpo di fulmine; forse l’avrebbe anche scritta, per poterla ripetere ogni giorno, fino alla fine del mondo.

(In sottofondo: Wim Mertens – Struggle for pleasure)

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