Racconti brevi: “Bicicletta”

Osservava il paesaggio dalla finestra. Un cielo così azzurro non lo vedeva da tempo, ed effettivamente non ricordava da quanto. Il termometro sfoggiava con un sorriso un 22. Il tempo atmosferico non lo condizionava più di tanto, per cui che fuori piovesse o regnasse il bel tempo poco contava. Tuttavia, quell’azzurro così perfetto, così uniforme, lo chiamava; lo faceva al suono di canzoni che lui chiamava “estive”. Melodie che lo spingevano a tuffarsi nel piacere di un viaggio senza destinazione, solo per il gusto di muoversi. Si disse: “Prendi e vai”. L’uomo si alzò e indossò un paio di scarpe comode, jeans e maglia. Scese le scale e andò a prendere la bicicletta. Cuffie nelle orecchie, prese a pedalare con lentezza, in modo da non perdersi colori e profumi. E intanto, mentre pedalava, le canzoni si susseguivano nelle orecchie e nello spirito. E anche se non ne sentiva la ragione né la voglia, si lasciò andare a un lieve sorriso, e un paio d’occhi lucidi, forse a causa del vento che sibilava tra le lenti da sole. La bicicletta lo portò lontano, lasciando scivolare tra i raggi delle ruote pensieri e domande senza risposte. Decise che in quel giorno avrebbe vissuto solo per il piacere di farlo, non perché doveva. Tutto il resto, in quell’oggi, era stato lasciato indietro; uno zaino appoggiato a bordo strada, per viaggiare più leggeri.

(In sottofondo: Toto – Africa)

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