Siamo i Campioni (Queen + Adam Lambert @ Unipol Arena)

Stasera suoniamo a Bologna, in Italia. Il palazzetto -Unipol Arena, si chiama- è gremito. È incredibile come a distanza di tanti anni facciamo ancora simili numeri.

Guarda Brian, com’è ingrigito! Sempre quella chioma di ricci, tutti argentati, è invecchiato, ma sorride ancora come quando avevamo iniziato; e senti come fa andare quella chitarra: è ancora uno dei più grandi chitarristi al mondo. Anche Roger se li porta, i suoi anni: ha messo su un po’ di chili e quella barba grigia lo invecchia parecchio, però ha sempre energia da vendere, e si sente da come picchia sulla batteria!

John non c’è più, ha dato forfait. Che peccato, mi dispiace molto, ma lo capisco: non se la sentiva, diceva che i Queen erano morti con me, eppure guarda i ragazzi come ci danno dentro, sembrano gli stessi di Wembley. Non posso non sorridere all’idea, non posso evitare di sentirmi vivo ascoltando le nostre canzoni ancora una volta.

Quel ragazzo ci sa fare, e non posso negare che anche lui mi strappi un sorriso: ha la voce, cavolo se ce l’ha, e mi imita un po’, lo vedo, con quei vestiti, e nel modo di fare che ha con il pubblico. Però è bravo, e la gente gli va dietro, si fa trascinare. Ci sa fare, sì. Chissà cosa ne pensa quella moltitudine di questo concerto: sono coinvolti, cantano le canzoni, si agitano. È  bello, sembra non essere cambiato nulla. Sì, è fantastico. La sento tutta, l’energia che questa gente sprigiona, mentre le nostre canzoni si susseguono nella scaletta. “We Will Rock You” li infiamma così come incendiava me, ogni volta che correvo per il palco. I ragazzi non sbagliano un pezzo. Come potrebbero? Sono anni che suonano, vivono con gli strumenti in mano: è fantastico e la folla lo sa, ne è consapevole. Sono cresciuti con la nostra musica, ne conoscono ogni parola. Dio, come vorrei essere lì a cantare, a giocare con il pubblico come facevo sempre, a correre avanti e indietro, ad arrivare con il mantello sulle spalle e la corona in testa, al suono del “God Save The Queen”. Lo sento, ognuno dei presenti sospira vedendo la mia assenza sul palco. Si commuovono quando vedono la mia immagine comparire sui monitor, ma nonostante ciò si divertono, cantano, si fanno abbracciare dalle nostre canzoni. È ancora una volta un trionfo, seppur diverso da quelli storici, in cui ero anch’io lì.

Bravi, ragazzi: ancora una volta siamo i campioni.

 

Foto: Alessandro Bosio

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