Io sono Tenebra (Marilyn Manson @ Pala Alpitour Torino)

Mi chiamo Brian Warner, ma il mondo mi conosce come Marilyn Manson, un nome d’arte che cade anche sulle labbra di chi di me non sa nulla, e che mi disprezza a prescindere.

Cantanti che parlano di amore, sentimenti puri e luminosi, scrivono canzoni sull’onda di tutto questo: dipingono paesaggi idilliaci, perfetti e irreali. Io no. Io ho visto oltre la scorza tenera ed edulcorata di un buonismo ipocrita; ho scavato in profondità nelle tenebre dell’animo umano, affondando le mani nella melma nera, radicata dentro l’uomo. Una poltiglia nauseabonda, soffocata e celata da un moralismo di facciata. È questo che mostro nelle mie canzoni, nei miei spettacoli, come quello di oggi a Torino, in Italia. Questa estate, sempre in Italia, hanno organizzato proteste, petizioni, sit-in contro di me e i miei fan. Dicevano che avrei portato il Diavolo, si sono indignati, muovendo accuse fantasiose. Mi fanno ridere; non sanno neppure scrivere il mio nome, e dicono di sapere! Ah!

C’è una bella folla, stasera, anche se non da pienone, come questa estate a Verona: lì ho fatto il sold-out, qui no, ma ci sono comunque parecchie persone, vestite per l’occasione. Chissà tutta questa gente, domani: tornerà a studiare, a lavorare onestamente, senza far del male a nessuno. Eppure loro sono i “traviati”, plagiati dalla mia musica blasfema. Mi vien da ridere! Sono i primi a non prendersi sul serio, mi scimmiottano e se la ridono: si ascoltano i miei pezzi, nuovi e classici, si godono le mie sceneggiate sul palco, sghignazzando; sanno che qui il Diavolo non c’entra nulla. Intravedo un signore ben vestito, accompagna il figlio, si lascia andare con lui mentre intonano le mie canzoni. Chissà cosa direbbero su un padre che porta il figlio a un concerto di Marilyn Manson.

La gamba mi fa ancora malissimo: “Sweet Dreams (Are Made Of This)” è una grande cover, mi piace, ma quando mi è caduta la scenografia addosso, a New York, è stato un bel problema proseguire con le date. Ho dovuto stravolgere tutta la coreografia, ma sono riuscito a trovare ottime soluzioni, comunque d’effetto.

Però fa un male cane, è faticosissimo cantare e muovermi: la sento pulsare, e lanciarmi fitte di dolore ogni volta che faccio un minimo movimento. L’edema si sposta e mi batte sui nervi come una batteria di black metal. A volte mi manca il fiato, tanto è intenso il male, lo vedono, dalla platea, ma non importa, voglio dare tutto, fino ad arrivare stravolto. Se lo meritano.

“The Beautiful People” li infiamma: la batteria martella e parto con la voce urlata, un grido di rabbia e dolore, fisico ed emotivo. Il nuovo album non ha fatto impazzire, preferiscono i classici, ma qualche pezzo nuovo lo metto, perché, comunque sia, piacciono, seppur non quanto quelli vecchi. Si vede, la differenza: al suono di “This Is The New S**t” parte un boato, così come per “The Dope Show” e “Disposable Teens”. Si scatenano, questi ragazzi “demoniaci”, fanno festa: è fantastico.

Lo show finisce, è stata durissima, sono stravolto e ho dei dolori lancinanti, ma è stato bello. Mi hanno accolto con calore e affetto, questi italiani: passionali, eterogenei, un po’ folli, a volte, ma che mi hanno dato un amore commovente, anche oggi. Chi accusa senza sapere non lo direbbe mai di una moltitudine di “senza dio” votati al male e alla corruzione. Lo amo, il mio popolo, fatto di seguaci talvolta truccati come me, ma che, proprio come me, non hanno nulla a che vedere con il Male. Quello non si concia con abiti neri e maquillage macabro: si mantiene pulito, paludato da abiti eleganti e conformi, pronto a scandalizzarsi e ad accusare chi non si uniforma ai propri canoni. Il Male non ostenta le proprie tenebre: le tiene ben nascoste, sotto una coltre di artefatta luce. Io sono Tenebra, non sono il Male, e c’è una grande differenza.

 

Foto: Omar Lanzetti

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *