Dark Tranquillity – Atoma: la recensione

Creare un genere musicale nuovo è qualcosa di rivoluzionario: un percorso non privo di ostacoli, primo tra tutti il pregiudizio delle masse, il quale sovente tende a respingere troppo frettolosamente qualcosa che meriterebbe più attenzione.

Nel panorama metal vi sono state numerose evoluzioni che hanno originato sottogeneri talmente differenti tra loro da renderli equiparabili a correnti musicali distinte. La Svezia ha mostrato, forte di un’apertura mentale senza paragoni, capacità creative e tecniche ormai riconosciute in tutto il mondo. Artisti dotati di spiccata fantasia e tecnica hanno realizzato generi unici, attingendo da contesti musicali differenti, agli antipodi, miscelandoli in un insieme perfettamente armonico.

I Dark Tranquillity rappresentano un illustre esempio di pionierismo musicale, portando alla luce il Melodic Death Metal, conosciuto anche come Gothenburg Sound, in onore della città a cui appartengono i loro fondatori.

La loro forza, oltre a quella di creare qualcosa di nuovo, è stata anche di saper adattare le sfumature del proprio stile con il passare del tempo, pur mantenendo inalterato il carattere che li contraddistingue. Dall’esordio di “Skydancer” del 1992 si è dispiegato un lungo cammino di cambiamenti, immortalati in grandissimi lavori del calibro di “Character”, “Haven” e “Fiction”, enfatizzando la vena cupa e malinconica che questo genere esprime, incastonata nel sound rabbioso e antitetico che il melodeath mostra.

Tre anni fa uscì “Construct, autentico capolavoro della band, in cui le sonorità oscure e malinconiche assumono una tinta ancor più cupa, venata da un’atmosfera sospesa e quasi onirica. Lo scorso 4 novembre è stato rilasciato “Atoma”, a confermare lo stile creato e promulgato negli anni dal quintetto svedese, il quale, nonostante gli avvicendamenti in formazione, ha mantenuto integra la propria identità, rafforzandola con l’esperienza e il talento tecnico.

“Atoma” mostra fin da subito continuità stilistica con i predecessori, in particolare il forte legame con le sonorità assunte in “Construct”: dodici tracce di potenza metal e malinconia melodica disegnano intorno all’ascoltatore l’atmosfera oscura, decadente e quasi surreale tipica dei DT.  Passaggi di voce in clean del cantante Mikael Stanne si alternano al predominante growl, unico nel suo timbro, graffiante e rabbioso.

La title track è uno dei pezzi migliori: inizio sincopato di tastiere, a cui vanno dietro gli altri strumenti, conferendo corpo al ritmo sostenuto del brano. Stanne alterna il cantato pulito al growl, contrapponendo la sfumatura melodica a quella metal, in un vortice di emozioni diverse, eppure perfettamente amalgamate.

In “Force of hand” la frenesia sale vertiginosamente a ritmi serrati, dopo un incipit lento, quasi intontito. La sezione ritmica martella con veemenza, le chitarre ringhiano aggressive; le tastiere, che nella parte iniziale conferivano una patina eterea, si uniscono in un sound veloce e violento, il quale immediatamente sfuma nella melodia, contrapponendo nuovamente le due facce di cui il genere è costituito.

Dodici brani ricchi di personalità, costruiti con sapienza ed eseguiti con maestria. “Atoma” rende perfettamente nitido il dipinto creato dal Gothenburg Sound, un Giano bifronte massiccio, talvolta brutale, eppure istoriato da passaggi melodici e malinconici, addirittura delicati. Un’espressione di ambivalenza emotiva: rabbia e ferocia fuse in malinconia e sensibilità, attraverso testi ringhiati e riff selvaggi, che mutano di colpo in suoni lenti e ovattati.

I Dark Tranquillity aggiungono un altro diamante alla loro collezione di opere, dando alla luce un gran bel lavoro, meritevole di un ascolto attento, senza distrazioni, al fine di apprezzare le sfumature dei passaggi articolati. La band di Göteborg non ha perso tempo ed è già in tour negli USA, riscontrando un successo ormai consolidato. Noi speriamo in una tappa italiana, visti anche gli enormi successi dei live precedenti nella penisola, e nel frattempo assaporiamo le complesse melodie antitetiche di “Atoma”.

Ascolta “Atoma” su Spotify

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