Dagma Sogna – Elefanti di Nuvole: la recensione

Ci sono sonorità che ti entrano in testa subito e rimangono lì, persistenti, a echeggiare forsennatamente. Te le porti appresso e finisci per canticchiartele nella mente per tutto il giorno.

Succede questo con il disco “Elefanti di nuvole”, EP prodotto dalla band savonese dei Dagma Sogna.

Il sound proposto è definito dagli stessi autori come “rock-pop raffinato e crepuscolare”, descrizione che si rivela essere perfettamente calzante per il lavoro prodotto, di cui andiamo ad analizzare le tracce una per una, partendo dalla title track dell’EP, “Elefanti di nuvole”. Il brano inizia con un incipit di chitarra acustica, costruendosi man mano con voce e strumenti, fusi in una melodia fin da subito accattivante e coinvolgente, colma di sensazioni positive, serene. Una capacità estremamente facile di far vibrare il cuore dell’ascoltatore fin dall’inizio, attraverso atmosfere che paiono innalzarlo da terra, portandolo a danzare proprio in mezzo a quegli elefanti di nuvole citati dagli autori. La voce è molto delicata, ben modulata, si sposa perfettamente con un sound melodico, che tocca immediatamente testa e cuore. I passaggi sono curati e vari, e rendono il brano un lavoro molto articolato ed estremamente piacevole: man mano che le note scorrono, aumenta l’energia infusa all’ascoltatore, conferendo sensazioni di tranquillità e pace. Il testo è decisamente altrettanto coinvolgente: attraverso le parole, leggerezza ed entusiasmo vengono contrapposte a pesantezza e amarezza, causate dalle esperienze personali, dagli errori commessi. Decisamente un ottimo inizio per questo lavoro.

La traccia numero due, intitolata “Prendo tempo (Ormai è tardi)”, inizia con uno stile analogo alla precedente: un incipit di chitarra acustica, seguito dalla voce, che in questo brano assume una vena malinconica, accompagnato adeguatamente dagli strumenti. Il testo esprime identica tristezza, attraverso parole di addio per la fine di un amore. La chitarra elettrica, sapientemente condotta attraverso il brano, sottolinea attraverso un assolo eloquente l’amarezza di un amore intenso, che viene condannato mestamente alla morte di un addio forzato. Brano strutturato sapientemente, con armonia, che dona ad ogni passaggio il sapore agrodolce di un sentimento meraviglioso, profondo e tuttavia negato.

“Sentirmi lì” inizia con un’apertura decisa di chitarra elettrica, atmosfere fedeli allo stile, sospese da terra, e che portano l’ascoltatore, tramite note e parole, in un viaggio attraverso un amore ancora indimenticato, in cui il protagonista pensa alla persona amata con desiderio,  viaggiando con la mente a ciò che fa, a dove sia. Le atmosfere sono talmente profonde da rendere palpabile il volo del pensiero del protagonista, fino a raggiungere la persona amata, ovunque si trovi: come un aeroplanino di carta, mosso da correnti inarrestabili e persistenti, esso viaggia lungo chilometri, solcando cieli e attraversando confini invalicabili, fino a giungere al luogo in cui il grande amore è ora, lontano, ma mai inarrivabile con pensieri e sentimenti. Questa immagine è dipinta con impressionante dovizia di particolari da assoli molto evocativi, strutturalmente impeccabili e magistralmente eseguiti.

“Anime di sabbia” chiude l’EP della band: un brano colmo di energia e malinconia, descrive due persone lontane, poste in luoghi separati, ma unite nel cuore e nei pensieri. Il sound è una intensa canzone d’amore, energica e delicata, che descrive tra note e parole il bellissimo desiderio reciproco di annullare la distanza, di tornare ad essere uniti l’un l’altra, emergendo dalla massa, dalle altre persone. Nulla esiste più: solamente loro due, colorati, svettanti in una folla monocromatica indistinta. E ognuno vede, con cuore e mente, la figura amata, così intensa e vivida da poterla quasi sfiorare. Brano eccezionale.

In conclusione “Elefanti di nuvole” si rivela essere un gran bel lavoro, strutturato con perizia sia nella componente musicale che nella metrica. Il sound è ricco di personalità e immediatamente riconoscibile: un pop rock onirico, dalle atmosfere avvolgenti, che prende per mano l’ascoltatore sollevandolo da terra e portandolo a viaggiare interiormente in un mondo fatto di sogni ad occhi aperti e pensieri volanti. Una lieve vena malinconica intarsia ogni brano, in maniera delicata, rendendo il lavoro sempre armonico e penetrante a livello acustico ed emotivo, pur restando dotato di personalità e decisione nell’esecuzione. Ci sentiamo di consigliare vivamente questo EP a tutti gli amanti della musica rock, del pop e a chiunque ami le sonorità melodiche e ricche di spessore.

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