Armonite – The Sun is New Each Day: la recensione

La sperimentazione è un percorso necessario quando si cerca qualcosa di nuovo, di rivoluzionario, e per ottenere una rivoluzione è necessario rischiare qualcosa. Alcuni esponenti musicali di spicco hanno saputo produrre musica nuova, talvolta dando origine a veri e propri filoni precedentemente mai esistiti. Si parte da zero, oppure ci si butta nella miscelazione di generi apparentemente contrastanti. Sovente, nel panorama musicale, tali scelte hanno dato origine ad opere d’arte inimitabili, immediatamente riconoscibili, e dalle sfumature magistrali.

L’album che andiamo ad ascoltare oggi è il secondo prodotto da una band originatasi nelle zone del pavese: gli Armonite. Il gruppo, che nella fine degli anni ’90 produsse “Inuit”, torna a distanza di quindici anni con un nuovo lavoro, “The sun is new each day”, e costituito da una nuova formazione: della band originale rimangono il tastierista  Paolo Fosso, e il violinista Jacopo Bigi, accompagnati dal batterista olandese Jasper Barendregt, e dallo storico bassista dei Porcupine Tree, Colin Edwin. Il disco, prodotto negli storici Abbey Road Studio di Londra, è stato supervisionato dal produttore dei Muse, Paul Reeve. Insomma, partecipanti e contesti degni sicuramente di grande attenzione.

L’album si snoda attraverso dieci tracce rigorosamente strumentali, in cui il violino elettrico di Bigi si sostituisce alla voce, librandosi in virtuosismi vorticosi e accattivanti. Ogni brano esprime un connubio di sfumature stilistiche differenti, portando a un vero e proprio cocktail di prog, electric rock, e fusion. “Insert coin” è una convulsa traccia i cui tempi, scanditi da un violino frenetico e senza requie, cambiano ripetutamente, dilatandosi e contraendosi, trascinando l’ascoltatore in un vortice vertiginoso e armonico. È proprio questo sodalizio di vertigine e armonia che accompagna tutta la produzione, rendendo ogni componimento frenetico e movimentato, ad eccezione di “Le temps qui fait ta rose”, lento e delicato, in cui il violino si accompagna più dolcemente al pianoforte, quasi sussurrando le note, timidamente.

Una netta sfumatura orientale vena “Sandstorm”, conferendole una peculiarità che la estrapola dalla tracklist in maniera netta e decisa.

La produzione chiude con un gradevole omaggio alla colonna sonora del film “La storia infinita”, tratto dal libro di Ende, riprendendo il tema del volo del protagonista Bastian sul dorso del cane volante Falkor.

Nel complesso “The sun is new each day” rappresenta un lavoro molto particolare e intraprendente, ben strutturato e alquanto omogeneo. Si tratta indubbiamente di una produzione fuori dai canoni, ed è lodevole la creatività che spinge un artista a percorrere vie nuove, poiché attraverso esse, come espresso in apertura, è possibile portare alla luce qualcosa di rivoluzionario.

Ascolta “The Sun is New Each Day” su Spotify

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