“Un missionario in canoa” al Circolo dei Lettori di Torino.

Lo splendido salone storico del Circolo dei Lettori nella centralissima Torino ha ospitato lo scorso 8 maggio la presentazione del libro “Un missionario in canoa”, della giornalista Veronica Iannotti, edito da Real Press.

Un’atmosfera pregna di storia ed eleganza ha accolto la manifestazione in cui l’autrice del libro, introdotta dal Vicepresidente della Consulta dei Diritti Umani della Regione Piemonte, Giampiero Leo, ha potuto raccontare come sia nata l’idea di scrivere l’incredibile storia vera di Don Gervasio Fornara, sacerdote salesiano che per quarant’anni ha vissuto in Colombia, affrontando le vicissitudini di un missionario in una terra straniera e fin dal principio estremamente ostile.

La Iannotti ha raccontato l’incontro avvenuto con don Fornara, di come, ascoltandone alcuni sbalorditivi aneddoti, abbia avuto l’immediata idea di divulgare a tutti questa vita straordinaria, e per quale motivo abbia deciso di scrivere la sua storia: “Ho voluto raccontare l’esempio di come, armati della propria volontà e delle motivazioni che ci spingono ad agire, sia possibile fare grandissime cose nella propria vita”.

La parola è stata ceduta poi allo stesso don Fornara, presente all’evento, il quale ha descritto personalmente alcuni aspetti relativi all’inizio della sua avventura. “Quando mi recai a Torino per discutere il mio viaggio, la destinazione prevista era la Birmania, tuttavia non vi potei andare a causa della chiusura delle frontiere, e quasi per caso mi venne proposta la Colombia, con una semplicità disarmante. Ed io, con altrettanta prontezza, accettai, come niente. Mi sono sempre fatto portare da quella frase che mi fu detta in quell’occasione: paese che vai, usanza che trovi”. Quest’ultima frase ha segnato il percorso ricco di avventure che il missionario ha affrontato in due ventenni nelle terre sudamericane, in territori estremamente inospitali sia dal punto di vista climatico che sociale.

Da sinistra: don Gervasio Fornara, Veronica Iannotti, Giampiero Leo.

“Un missionario in canoa” non è un semplice libro su un sacerdote in Sudamerica, è ben altro: è una storia ricca di avventure, alcune drammatiche e sconvolgenti, ed è vita vera, autentica. È il racconto laico di un religioso che ha destinato la propria esistenza ad aiutare gli altri, che ha lottato e resistito contro guerriglieri, trafficanti, e contro l’ostilità popolare. È un esempio che trascende le questioni religiosi o le dinamiche dell’attività di missionario, bensì si eleva a un principio basilare sovente dimenticato: la volontà permette di realizzare l’impossibile e gli unici limiti che possiedi sono quelli che ti poni tu stesso.

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