Recensone libro “Sotto un cielo di carta” di Roberto Ritondale

Finalmente un romanzo nuovo, innovativo, stimolante. Sotto un cielo di carta, Leone Editore. Lo definirei il libro “svolta”, quello che incontri poche volte nella vita, e che lascia il segno. In questo caso un segno indelebile, mi ha sorpreso, e nel contempo ha suscitato in me profonde riflessioni su questioni importanti, quali la libertà d’espressione, la comunicazione, la potenza e l’importanza del libero pensiero. Roberto Ritondale, autore e giornalista, ha saputo tradurre in parole una storia di ‘fantasia’ che risulta paurosamente attinente alla realtà del nostro tempo, dove imperversa una strategia del controllo da parte dei poteri forti, attraverso i social e la rete. E per l’appunto, la società descritta nel libro di Ritondale, è un mondo dove vige il “controllismo” e dove è bandita la carta. Immaginereste un mondo senza carta?

E le conseguenze di una scelta del genere? Attraverso le parole di Odal, un vecchio cartolaio nostalgico, che non si rassegna a vivere in un mondo senza carta, comprendiamo appieno il disfacimento di un’intera società civile, che paga a caro prezzo la ricerca ossessiva di un ideale di giustizia e di uguaglianza, in nome di un fantomatico progresso. Il regime del generale Sainon, salito al potere con un golpe militare, obbliga, con l’uso della forza e dei soprusi se necessario, a rispettare il suo Statuto. Sainon teorizza un nuovo sistema politico, economico e sociale, e lo fa attraverso il “controllismo”. “Ognuno avrà di meno, meno privacy, meno soldi, meno libertà, per avere di più, più sicurezza personale, più servizi, più ordine sociale.

Tutto diventa controllabile, ogni cittadino viene dotato di un tablet e solo con quello può connettersi, interagire, comunicare. Solo dal tablet può leggere libri e giornali, può studiare, prendere nota, fare acquisti; questo perché ogni tablet è connesso a un grande server che incamera i dati e li incrocia in tempo reale, scovando evasori e rivoluzionari, sorvegliando i gusti e i sentimenti, impedendo gli sprechi e le truffe.” Nessuno può trasgredire lo Statuto, la quotidianità è scandita dalle sue rigide norme, e chi vi si oppone viene eliminato come essere pensante, attraverso la demenza indotta. Un mondo crudele, inimmaginabile e insopportabile per il povero e nostalgico Odal, che non si rassegna. Gli manca terribilmente sfogliare un giornale, maneggiare un libro, scrivere una lettera su carta, e magari spacchettare un bel pacco regalo, ma quello che più gli manca è la sensazione di libertà. Perché quello è il vero motivo per cui la carta è stata bandita, non è controllabile. “I giovani, non coscienti del passato, fissano il proprio tablet con gli occhi persi, le cuffie sulle orecchie, assorbiti da una gioia priva di luce: sguardi senza colore, come doni senza carta regalo.”

Il Web si era rivelato un grande inganno, aveva promesso di avvicinare le persone e invece le aveva inesorabilmente allontanate. La rete si era fatta ragnatela, intrappolando invece di liberare.” Odal ne è convinto, talmente tanto, da sfidare le autorità più volte con il rischio di incappare nella terribile demenza indotta. E nonostante sia sorvegliato e segnalato come un nostalgico, Odal combatte una sua personale guerra al sistema, coinvolgendo, suo malgrado, sua nipote, sostenitrice del “controllismo”. Le descrive un mondo ormai perduto, forse non perfetto, ma libero di esprimersi con le parole e con i colori, e soprattutto libero di vivere le emozioni alla luce del giorno. Le dipinge un passato a lei sconosciuto, inducendola a riflettere su cosa sia giusto e cosa sia sbagliato. Tanti personaggi si confrontano con Odal, mettendo in discussione il suo pensiero, molti lo sostengono, altri lo denigrano, altri addirittura lo deridono. Le vicende si susseguono velocemente, come veloci sono i cambiamenti in atto.

Si respira nell’aria, si sente sulla pelle il malessere, e sarà proprio lui, un sognatore, a dare una piccola ma importante spinta al cambiamento, attraverso una sua geniale intuizione. Perché “esistono leggi non scritte: quelle della compassione, dell’indulgenza e della carità…” Sono felicissima di aver letto questo libro. Lo dico così, semplicemente. Non ci sono parole per esprimere tutta la mia soddisfazione. Sono sazia come lettrice, grata di aver incontrato sulla mia strada queste pagine così ricche di significato, capaci di indurmi a riflettere sull’uso corretto dei social, e a lottare sempre per la mia libertà. Di non credere nei falsi idoli, o regimi ideali. Non esiste la società perfetta e non esisterà mai, ma esistono le persone con i loro pensiero, con la loro unicità, e sono loro la vera anima dell’umanità intera. Sotto un cielo di carta è stato pensato per giovani lettori. Personalmente lo consiglio a tutti indistintamente, perché è un’esperienza assolutamente da non perdere, per i contenuti e per la presenza di una prosa semplice che cattura e ammalia.

SCHEDA DELL’EDITORE
Odal Clean vive i suoi ultimi anni nella Grande Nazione del Nord, governata dal feroce regime del generale Sainon, promotore di una nuova ideologia, il Controllismo. Per sorvegliare in ogni minimo dettaglio la vita dei suoi cittadini, la dittatura di Sainon ha proibito l’utilizzo della carta. L’unico modo possibile per leggere e informarsi è utilizzare un tablet collegato a un grande server governativo. Ma Odal non ha intenzione di arrendersi, e nonostante le sue sofferenze ha più di un asso nella manica: il senso dell’umorismo, la vicinanza ai movimenti clandestini di opposizione al regime, il toccante amore della moglie e della nipote, l’esperienza come ex cartolaio. E sarà proprio quest’ultima la carta decisiva che Odal potrà giocare nella lotta contro Sainon.

Katja Macondo

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