Recensione libro “La danza del ciliegio” di Veronica Variati

Il mio primo impatto, con il nuovo romanzo di Veronica Variati, è stato esaltante. Mi sono subito messa a disposizione di questa giovane autrice che ha saputo, o meglio, voluto staccarsi dalle tendenze tanto in voga tra i nuovi autori emergenti. Non si è fatta imbrigliare dalle trame facili e piuttosto scontate, ha saputo, invece, guardare oltre e rivolgere il suo sguardo al passato per trovare l’ispirazione giusta, e in questo caso si è ispirata ad una storia vera, l’amore tra Yuki Kato e George Denison Morgan, lei geisha e lui americano.

Due mondi poco affini, anzi agli antipodi, eppure così vicini quando si tratta di abbattere le barriere culturali in nome dell’amore. Le due realtà, quella del Sol Levante e quella Occidentale in questa vicenda si scontrano, le antiche tradizioni e la sacralità dei riti da un lato e l’incomprensione per questi valori dall’altra, mettendo in evidenza il divario, a volte, incolmabile di due popoli lontani, non solo geograficamente.

L’autrice ha voluto immaginare così la loro storia, non avendo a disposizioni fonti certe, ed io mi sono fidata delle sue parole, ho dato credito alla sua storia, soprattutto per l’immenso rispetto che ha dimostrato nei confronti di una cultura, quella nipponica, e lo si evince, in particolar modo, dalla cura dei particolari e ad una approfondita ricerca storica inerente le tradizioni giapponesi, specie quelle riguardanti le geishe. Il lettore si ritrova così a compiere un viaggio a ritroso nel tempo, in una terra antica ed affascinante, dalle magiche atmosfere, alla scoperta dei suoi profumi inebrianti, catturato dalle luci soffuse delle lanterne rosse, incantato dai meravigliosi kimono, ospite delle antiche case da tè, spettatore delle danze di Primavera, e testimone di tutti quei riti che i giapponesi custodiscono gelosamente ancora oggi.

“Noi non diventiamo geisha per amare. Siamo destinate ad essere desiderate e venerate, ma non ricambiamo. Hai mai visto una statua o un dipinto voler bene al suo ammiratore? Ecco, in questo modo devi vedere gli uomini, come spettatori da ammaliare.”

Oyuki è una geisha tra le più quotate a Kyoto, una vera star, ammirata e desiderata, venerata ed idolatrata. Il suo incontro con il bel americano, dagli occhi color del cielo, sconvolgerà non solo la sua vita, ma metterà in discussione tutto. George si innamora di lei dal primo istante, ne resta ammaliato, affascinato oltre misura, un sentimento inspiegabile perfino per lui.

“Com’è diverso essere guardate da un uomo occidentale… Un maschio giapponese non mi fisserebbe mai così intensamente negli occhi, sarebbe un tabù, una mancanza di rispetto, e probabilmente se accadesse io abbasserei inconsciamente le palpebre nel fingere indispettito imbarazzo… È come se volesse tentare di scorgere la mia anima attraverso gli occhi.”

Cerca in tutti i modi di incontrarla e di abbattere i muri della lingua e dei costumi. Un viaggio lungo e spesso doloroso il loro amore, molte incomprensioni, inganni e ricatti, sono troppe le variabili in gioco. George è cosciente delle difficoltà, comprende le inquietudini di Oyuki, le perdona le sue debolezze, e nonostante tutto la implora di concedergli una possibilità. Lei, in bilico tra due uomini e due mondi, tentenna, la paura ed i timori si fanno sempre più pressanti, perché prendere una decisione non è semplice in un’epoca dove la reputazione è tutto e Oyuki possiede solo quella, non può disonorare quello che è e quello che rappresenta.

Non è mai stata facile la sua vita da geisha, tanto studio, molte restrizioni, infiniti obblighi e per un occidentale non c’è modo di comprendere le infinite sfumature della vita di una geisha, che non è libera di amare.

Il nodo centrale del romanzo non è tanto la storia d’amore, ma il divario che emerge tra i protagonisti, l’autrice si è incentrata sui costumi e sulle barriere esistenti tra i due, come se ci fosse “un muro a separarli tra ciò che è giapponese e ciò che è straniero, una barriera nella quale sembra pressoché impossibile aprire un varco”.

Eppure loro ci sono riusciti, hanno raggiunto il loro sogno non senza qualche caduta, e il loro amore ne è uscito rafforzato in vista di un altro capitolo della loro vita, il matrimonio e il trasferimento in America. Dobbiamo ricordare che siamo agli inizi del ‘900 e la loro unione suscitò molto clamore. Non erano ben accetti né dalla famiglia di lui né dall’alta società, la famiglia Morgan era una delle famiglie più in vista di New York.

Una situazione incresciosa, una ennesima prova del loro amore, ma dimostrarono, ancora una volta, di essere più uniti che mai di fronte a qualsiasi ostacolo. Oyuki e George ci hanno lasciato una grande eredità, un sogno, un mondo dove tutto è possibile. Hanno conquistato la loro parte di felicità e hanno saputo custodirla, “perché lei non si è mai pentita di nulla e tornando indietro rifarebbe tutto quanto, nel bene e nel male, a testa alta e ripartendo sempre da zero.

Veronica Variati è una scrittrice a trecentosessanta gradi, e con questo romanzo ha dato dimostrazione delle sue abilità. Un’autrice completa che conquista l’attenzione del lettore con la sua raffinatezza, il suo narrare è fluido, libero, e allo stesso tempo d’impatto. Mi ha lasciato molto questo libro, ha ampliato la mia visione su un mondo pressoché sconosciuto, almeno fino ad oggi, e per questo mi sento di ringraziare Veronica, mi ha reso un po’ più cittadina del mondo.

Consiglio!

SCHEDA DELL’EDITORE

Dopo l’ennesimo fidanzamento fallito George Denison Morgan decide di andare il più lontano possibile. Il suo amico Samuel è a Kyoto per lavoro. È una città magica e a modo suo accogliente: decide così di partire subito. Dal primo momento si sente ammaliato e accarezzato da quelle atmosfere così diverse da quelle a lui familiari. Arrivato a Kyoto il suo amico lo porta a teatro ed è qui che per la prima volta vede le geishe, sono creature meravigliose: è quello che pensa subito. Yuki Kato è la protagonista di questo spettacolo e George vuole solo sentire la sua voce, parlarle, afferrare quel fascino sovrannaturale. Ci riuscirà? Questo romanzo profuma di alberi di ciliegio e colpisce per la delicatezza, per la speranza che trasmette.

Katja Macondo

Potete seguire Katja e le sue recensioni, sul sito letturedikatja.com

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